7 maggio 2019

Bluebird bio, Inc. ha annunciato che il Comitato per i medicinali ad uso umano dell’Agenzia Europea per i Farmaci (EMA) ha espresso opinione favorevole raccomandando l’autorizzazione condizionale all’immissione in commercio per la terapia genica a base di cellule autologhe CD34+ che codificano il gene della β A-T87Q-globina (precedentemente nota come LentiGlobinTM).
Si tratta di una terapia genica per pazienti di età pari o superiore a 12 anni con β-talassemia trasfusione- dipendente (TDT) con genotipo non β0/β0, per i quali il trapianto di cellule staminali ematopoietiche (CSE) è appropriato, ma non è disponibile un donatore HLA-compatibile.

Valentino Orlandi, Presidente Nazionale di UNITED in una intervista rilasciata in questi ultimi giorni ha così dichiarato.
“La talassemia fa parte della storia del nostro Paese e nel corso degli anni la sua gestione è andata sempre più migliorando grazie ai progressi della scienza, all’impegno dei medici, dei donatori di sangue, alla collaborazione instauratasi tra il mondo scientifico, le rappresentanze dei pazienti e le istituzioni. 
Tuttavia rimane una patologia ad alto impatto, non solo dal punto di vista fisico, ma anche psicologico e della qualità della vita.
La dipendenza da trasfusione implica la dipendenza dalle donazioni di sangue, per le quali gli appelli delle Associazioni pazienti sono continui perché non sempre la disponibilità in certi periodi dell’anno ed in certe parti d’Italia è sufficiente a coprire il fabbisogno. 
Siamo quindi contenti di apprendere che un passo avanti verso una terapia potenzialmente risolutiva sia stato fatto, considerando la grande opportunità che rappresenterebbe specialmente per le fasce più giovani di pazienti, verso le quali abbiamo il dovere morale di ambire alle più avanzate opzioni terapeutiche che, auspichiamo, possano essere presto disponibili”.

COSA RACCONTANO I RISULTATI OTTENUTI FINO AD OGGI
L’approccio terapeutico consiste nell’aggiungere copie modificate del gene della beta-globina (β-globina AT87Q) nelle cellule staminali ematopoietiche (del sangue – CSE) del paziente stesso.
Ciò elimina la necessità di ricorrere alle CSE di un donatore, come avviene nel trapianto allogenico di CSE (allo-HSCT).
Le cellule staminali ematopoietiche sono raccolte e prelevate dal paziente attraverso un procedimento denominato aferesi.
Queste CSE sono portate in laboratorio, dove viene utilizzato un vettore lentivirale per inserire una o più copie del gene della beta-globina AT87Q nelle CSE del paziente. Tale fase è chiamata trasduzione. Prima di ricevere le CSE modificate con la procedura di infusione, il paziente viene sottoposto a chemioterapia per preparare il midollo osseo a ricevere le CSE modificate, che vengono reintrodotte attraverso infusione endovenosa.
Dopo l’introduzione del gene della beta-globina AT87Q, il paziente è potenzialmente in grado di produrre HbAT87Q, un’emoglobina derivata dalla terapia genica, in quantità tali da ridurre notevolmente o eliminare la necessità di trasfusioni.

Al 14 settembre 2018, i dati dello studio di Fase 1/2 Northstar hanno dimostrato che l’80% (n=8/10) dei pazienti con genotipo non β0/β0 hanno ottenuto l’indipendenza dalle trasfusioni di sangue, ovvero non avevano ricevuto una trasfusione da almeno 12 mesi, mantenendo il livello di emoglobina ≥9 g/dl.
Al momento del cut-off dei dati, la durata mediana dell’indipendenza dalle trasfusioni di questi otto pazienti era di 38 mesi (21 – 44 mesi).

Negli studi di Fase 3 Northstar-2 e Northstar-3 è stato adottato un processo rivisto per migliorare ulteriormente i risultati clinici osservati nello studio Northstar.
Al 14 settembre 2018, l’emoglobina mediana (min, max) totale dei pazienti a sei mesi dall’infusione nello studio Northstar-2 (n=10) era di 11,9 (8,4, 13,3) g/dl.
I pazienti continuano ad essere valutati negli studi di Fase 3 Northstar-2 e Northstar-3 attualmente in corso e nello studio di follow-up a lungo termine LTF-303.
Gli eventi avversi non gravi (EA) osservati durante gli studi clinici sono stati: vampate di calore, dispnea, dolore addominale, dolore agli arti e dolore toracico non cardiaco. Un evento avverso grave (SAE), la trombocitopenia, è stato considerato probabilmente correlato a questa terapia.
Ulteriori eventi avversi non gravi osservati in studi clinici erano coerenti con gli effetti collaterali noti dell’HSC e del condizionamento mieloablativo con busulfano, inclusi gli eventi avversi gravi (EA seri) di malattia veno-occlusiva epatica.
Zynteglo e LentiGlobin sono marchi commerciali di bluebird bio.
Il nome completo di Zynteglo è: Una popolazione autologa geneticamente modificata arricchita di cellule CD34+ che contiene cellule staminali ematopoietiche trasdotte con vettore lentivirale che codifica il gene β A-T87Q-globina.

Dichiarazioni previsionali
Il presente comunicato stampa contiene “dichiarazioni previsionali” nell’accezione prevista dal Private Securities Litigation Reform Act del 1995, come ad esempio dichiarazioni sui piani e le aspettative aziendali per lo sviluppo, l’autorizzazione normativa e la commercializzazione della terapia (terapia genica a base di cellule autologhe CD34+ che codificano il gene della β A-T87Q- globina, già LentiGlobinTM per la TDT), per il trattamento della β-talassemia trasfusione-dipendente e le implicazioni potenziali dei dati clinici sui pazienti.
Le dichiarazioni previsionali si basano sulle aspettative attuali di eventi futuri da parte dell’amministrazione e sono soggette a una serie di rischi e incertezze che potrebbero far sì che i risultati effettivi differiscano materialmente e negativamente rispetto a quelli presentati o sottintesi da tali dichiarazioni a carattere previsionale.
Tali rischi e incertezze comprendono, senza limitazione alcuna, il rischio che la nostra AIC per la terapia genica possa non essere approvata dalla Commissione europea nei tempi previsti o non lo sia affatto.
Il rischio che i risultati sull’efficacia e la sicurezza ricavati dalle sperimentazioni cliniche precedenti e in corso della terapia genica non continuino o non si ripetano nelle sperimentazioni cliniche attuali o future della terapia; il rischio che le sperimentazioni cliniche attuali o future della terapia genica non siano sufficienti a sostenere le domande di autorizzazione normativa o di immissione in commercio negli Stati Uniti e nella UE.
Il rischio di non riuscire a sostenere la produzione di HbAT87Q per lunghi periodi di tempo e, infine, il rischio di non ottenere un prezzo o un rimborso adeguati per sostenere nel tempo lo sviluppo o la commercializzazione della terapia genica dopo l’autorizzazione normativa.
Per una discussione di approfondimento su altri rischi e incertezze e altri importanti fattori che potrebbero provocare una differenza nei nostri risultati effettivi rispetto a quelli contenuti nelle dichiarazioni a carattere previsionale, vedere la sezione intitolata “Fattori di rischio” nel nostro più recente Modulo 10-K, nonché le discussioni sui potenziali rischi, incertezze e altri importanti fattori nei nostri successivi documenti depositati presso la Securities and Exchange Commission.

ARTICOLO PUBBLICATO SU EX DI APRILE – MAGGIO